Nuovo Presidio Ospedaliero di Lanciano “F. Renzetti” 

Comune di Lanciano (CH)

L’ARCHITETTURA DEL MONOBLOCCO: SINTESI TRA FUNZIONALITÀ ED EFFICIENZA 

Un'architettura sanitaria d'avanguardia progettata per garantire la massima efficienza nella separazione dei flussi interni e un'assoluta flessibilità nella rimodulazione dei posti letto per le degenze.

Team di progettazione

Prodim s.r.l. 

Rossiprodi Associati s.r.l. 

Arch. Massimo Moglia – Moma studio 

Mascolo Ingengeria s.r.l. 

Nazione Verde 


Committente e Periodo

Azienda Sanitaria Locale 02 - Lanciano - Vasto – Chieti

0/07/2025 – 06/05/2026


Importo delle opere

85.231.757,58 € 


Dimensioni s.u.l.

20.480,10 mq 


Servizi forniti

Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica 


Aggiudicazione gara

1° classificati 05/05/2025 


IL PRINCIPIO ARCHITETTONICO 

Il nuovo edificio nasce dall’esigenza dell’Azienda Ospedaliera di Lanciano di superare il vecchio assetto a padiglioni, concentrando in un’unica struttura i servizi di emergenza-urgenza e le degenze di tipo medico-oncologico e chirurgico. Il monoblocco ospita 286 posti letto in camere singole o doppie – rimodulabili in base alle necessità – e si sviluppa su sei livelli: un piano seminterrato per la logistica, due piani fuori terra dedicati a diagnosi, trattamento e pazienti critici, un piano tecnico e due livelli per le degenze ordinarie e diurne. 

L'opera risponde a una logica di articolazione funzionale progettata per promuovere la massima sinergia tra le attività, ottimizzando le risorse strumentali e professionali. La soluzione planimetrica concentra la maggior parte dei sistemi di distribuzione verticale (scale, ascensori, cavedi e locali tecnici) in un grande nucleo centrale, supportato da tre nuclei secondari che garantiscono capillarità impiantistica e vie di esodo sicure. Questa impostazione riduce al minimo i vincoli strutturali, offrendo una grande flessibilità per accogliere aree con esigenze distributive differenti. Nella parte basamentale, l'edificio adotta una tipologia a piastra con due patii interni, ideale per le funzioni che richiedono una maggiore profondità del corpo di fabbrica. Nei piani superiori, i patii si ampliano trasformandosi in grandi corti quadrangolari di circa 20 metri di lato, che favoriscono l'illuminazione naturale. 

Un ruolo centrale nel progetto è affidato allo studio dei flussi interni, concepiti secondo una netta e rigorosa separazione delle categorie per garantire sicurezza ed efficienza. I percorsi sono stati strutturati per dividere il flusso del pubblico, dedicato a visitatori e pazienti ambulatoriali, da quello sanitario, riservato esclusivamente al personale medico e ai degenti ricoverati. Parallelamente, il circuito logistico gestisce in modo indipendente il transito dei materiali puliti e sporchi, mentre percorsi e filtri dedicati all'area infettivi assicurano l'isolamento immediato dei pazienti contagiati o potenzialmente contagiosi, azzerando i rischi di contaminazione crociata all'interno del monoblocco. 


Piano terra_Assetto funzionale-organizzativo 


L’accesso al nuovo edificio avviene tramite due ingressi contrapposti (Nord e Sud), collegati da una hall a doppio volume e da una galleria pubblica progettata per accogliere e orientare al meglio utenti, visitatori e dipendenti. Sul lato nord-est trova spazio il nuovo Pronto Soccorso, completo della camera calda del presidio ospedaliero; grazie ad accessi rigidamente differenziati, la struttura garantisce il triage separato e sicuro dei pazienti ordinari e di quelli infetti. 

In stretto collegamento funzionale con l'emergenza è stata posizionata l’area di Diagnostica per Immagini, il cui layout architettonico è studiato per ottimizzare e separare nettamente i flussi dei pazienti esterni, dei degenti e dei casi urgenti. Sul lato opposto dell'edificio è collocato il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC), dotato di un giardino protetto esterno dedicato. La sua vicinanza strategica al Pronto Soccorso risponde alla necessità di gestire in modo rapido, sicuro e integrato il crescente afflusso di pazienti che richiedono un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). 

Pronto soccorso

Il Pronto Soccorso è concepito nel rispetto delle specifiche del DL 34/2020, che impongono la netta differenziazione dei percorsi per i pazienti infetti o potenzialmente infettivi, così da tutelare l'operatività dell'intera struttura. Grazie alla presenza di uno spazio di pre-triage: qui il personale può effettuare un test rapido per isolare i casi critici e, conseguentemente, ad una sala d'attesa, a un ambulatorio e a un box di osservazione interamente dedicati al percorso infettivi. 


I pazienti non infettivi accedono, invece, all'area interna del Pronto Soccorso suddivisa in tre macro-zone: la prima è dedicata ai codici 1 e 2 (emergenza e urgenza indifferibile) e dispone di due box; la seconda è riservata ai codici 3 e 4 (urgenza differibile e minore) con quattro box; la terza accoglie i codici 5 (non urgenza) con due ambulatori dedicati. A queste si aggiunge una quarta area per l'osservazione temporanea e breve (OBI), provvista di 10 posti letto monitorati direttamente da una postazione di controllo centrale. 


Infine, per ridurre al minimo i tempi di valutazione diagnostica, il reparto gode di una connessione diretta e immediata con l'area di Diagnostica per Immagini. Questo collegamento include una sala radiologica (RX) a uso esclusivo dell'emergenza e un accesso rapido ed efficace alle sale TAC e Risonanza Magnetica, ottimizzando i tempi di intervento per i percorsi salvavita legati a Trauma e Ictus. 

DIA

L’area di Diagnostica per Immagini è progettata attorno a un triplo percorso distinto che separa nettamente il flusso dei pazienti esterni da quello dei degenti ricoverati oltre a garantire un accesso diretto dal Pronto Soccorso. Questa scelta distributiva garantisce la massima privacy per i pazienti in barella e, al contempo, riduce drasticamente il rischio di contaminazioni incrociate dovuto alla promiscuità dei flussi. 


L'esperienza dell'utente esterno si articola a partire da un atrio di pre-accettazione, che conduce a un’ampia sala d'attesa disposta lungo la facciata dell'edificio e valorizzata dalla luce naturale. Lungo questo asse luminoso si sviluppano le diverse sale d'esame, organizzate in quattro moduli specialistici omogenei: il comparto di senologia, completo di mammografo ed ecografo; la radiologia di base, dotata di ortopantomografo e sistemi RX digitali diretti; la radiodiagnostica avanzata con sale RX e TAC; e infine il modulo interamente dedicato alla Risonanza Magnetica. 

Degenza Psichiatrica

Anche nel caso dell’area di psichiatria, la progettazione dei flussi interni svolge un ruolo fondamentale nell’articolazione degli spazi. La struttura è dotata di due distinti accessi contrapposti: il primo è riservato ai parenti in visita e ai pazienti esterni che necessitano di un consulto ambulatoriale; il secondo consente invece l’ingresso diretto all’area di degenza per i pazienti trasferiti dai piani superiori o provenienti in urgenza dal Pronto Soccorso. Il reparto si sviluppa attorno a un'area operativa centrale che garantisce il controllo continuo da parte del personale, e comprende una sala soggiorno comune e camere di degenza a uno o due posti letto, configurabili in base alle specifiche necessità terapeutiche del paziente. 

Piano primo_Assetto funzionale-organizzativo 


Al primo piano è stato implementato un modello organizzativo all'avanguardia, finalizzato alla creazione di una macroarea interventistica integrata. Questo spazio è strutturato in moduli di attività disposti secondo un principio di intensità crescente dell’intervento, una scelta che consente l'ottimizzazione delle risorse strumentali medicali e favorisce la massima sinergia nel lavoro di équipe tra chirurghi, anestesisti, tecnici e infermieri. 

Per garantire la massima continuità assistenziale, la macroarea interventistica è posta in diretta relazione logistica e funzionale con il comparto della Degenza Intensiva e Semintensiva. Questo blocco si collega a sua volta in successione immediata con l’UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica) e con la Degenza Cardiologica. L'intera area è accomunata dal medesimo livello di filtrazione e controllo degli ingressi, un assetto strategico che fluidifica il trasferimento dei pazienti nel post-operatorio e agevola la tempestività delle consulenze tra i diversi specialisti. 

Blocco interventistico

L’area interventistica è rigorosamente articolata in zone a progressiva riduzione di contaminazione, dall’ingresso fino al cuore delle sale operatorie. Dal punto di vista distributivo, il layout prevede un percorso frontale dedicato all’accesso alle sale d’intervento e un percorso posteriore indipendente per l'allontanamento del materiale sporco e per le attività di gestione e manutenzione tecnica. 


Il comparto si compone di tre moduli funzionali. Il primo modulo, dedicato alla chirurgia maggiore, comprende sei sale operatorie: quattro ordinarie da 45 mq, una per la chirurgia robotica e una sala ibrida da 65 mq dotata di angiografo. Quest'ultima, grazie alla sinergia con l'adiacente servizio di UTIC, garantisce le attività di emodinamica ed elettrofisiologia. Il secondo modulo è riservato alla chirurgia minore e accoglie due sale operatorie e un locale di sosta post-intervento; l'area è fisicamente separata dalla chirurgia maggiore ma posta in diretta continuità funzionale tramite un apposito filtro. Il terzo modulo è invece destinato all'endoscopia e comprende due sale esami con al centro una zona dedicata alla rigenerazione degli endoscopi.  


In testa al comparto della chirurgia maggiore si sviluppa un’ampia area comune. Questo spazio ospita la recovery room dotata di 7 posti letto (di cui uno isolabile), i depositi comuni, il laboratorio di istopatologia, la centrale di controllo del blocco e il filtro d'ingresso dei pazienti munito di passamalati, oltre a un collegamento diretto con l’area della sterilizzazione centrale. Sullo stesso lato si trova il filtro-spogliatoio del personale dell’area critica, comune al comparto operatorio e alla terapia intensiva. Questa zona funge esclusivamente da filtro per il cambio divisa (dalla divisa bianca d'ordinanza a quella verde sterile con calzature dedicate), una procedura fondamentale per il controllo rigoroso delle contaminazioni tra l'interno del blocco e l'esterno della struttura. 

Degenza intensiva e subintensiva

Quest’area è caratterizzata da una conformazione compatta, studiata per posizionare al centro la postazione di controllo e lavoro del personale medico-infermieristico, ottimizzando la sorveglianza visiva e i tempi di intervento. Sfruttando il layout architettonico dell'edificio, lo spazio accoglie sei box di degenza intensiva delimitati da pareti vetrate e da ampie porte d’ingresso: una soluzione che consente di configurare, all'occorrenza, un modello operativo di tipo open space. Due dei sei box sono attrezzati per l'isolamento del paziente, garantito da un filtro d’ingresso e da regimi di pressione negativa. 


Il reparto integra inoltre una sala di degenza aperta a quattro posti dedicata alla gestione del paziente semintensivo. Questa dotazione integrativa e autonoma rappresenta un valore aggiunto strutturale che si inserisce perfettamente nel computo dei posti letto ordinari a supporto delle varie specialità mediche del monoblocco. 

Cardiologia e UTIC

Quest’area presenta una conformazione compatta, progettata per posizionare al centro la postazione di controllo e lavoro del personale medico-infermieristico dell’area di degenza ordinaria, garantendo la massima tempestività nei monitoraggi. La sezione UTIC si sviluppa attorno a un'ampia sala di degenza multiletto, configurata con una zona open space a tre letti affiancata da tre box singoli indipendenti. Questo assetto distributivo flessibile è stato studiato per permettere allo staff sanitario di gestire contemporaneamente e in totale sicurezza pazienti con esigenze cliniche differenziate. 

Altri progetti

Sale operatorie pediatriche